Procrastinazione... difficoltà o pigrizia?

Questo posso farlo domani!
Questo non mi va di farlo oggi, tanto ho ancora tempo!
Quanti di voi almeno una volta hanno detto queste frasi? Se stai leggendo questo articolo è perchè anche a te sarà capitato. La procrastinazione è un processo che spesso viene associato alla pigrizia, alla "non voglia", alla "noia", nel fare determinate cose, sopratutto quelle che ci risultano pesanti. La procrastinazione è un processo che noi adulti conosciamo benissimo, perchè viviamo in una società che ci porta ad essere sempre
"sul pezzo", sempre "attivi".
Siamo chiamati a dare il massimo delle nostre energie, ma non siamo abituati a ritagliarci altrettanti momenti per ricaricarci. Ma cosa si nasconde dietro la procrastinazione? Ritardare volontariamente un impegno comporta un piacere di breve durata di cui la persona beneficia. A lungo andare però, a livello emotivo, si può provare ansia e incapacità di pensarsi nel futuro: non sapersi organizzare, non riusciere a scegliere, non riuscire a rivalutare alcuni aspetti della propria vita che non ci fanno stare bene. Ed è qui che la psicologia corre in nostro soccorso. Un percorso psicologico aiuta la persona che procrastina a comprendere ed approfondire le motivazioni di questo blocco psicologico, aiutando il procrastinatore a risolvere le sue difficoltà. La paura fa da sfondo. La tendenza al perfezionismo, la paura dell'insuccesso, la paura delle responsabilità, inevitabilmente ti porterà a compiere una scelta. E nei bambini? Cosa succede? I bambini nella prima infanzia sono intenti ad esplorare il mondo e questo permette loro di vivere "la bellezza delle cose nuove". Molto importante è il ruolo svolto dall'adulto che incoraggia, sostiene e accoglie ciò che il bambino vive. In età prescolare, con l'inserimento nella scuola dell'infanzia, i bambini cominciano a confrontarsi con i pari, iniziando a riconoscere qualcosa di diverso da loro. In questa fase è importante non sminuire anche i piccoli passi che il bambino compie, perchè per lui potrebbero essere stati davvero faticosi. Nell'età scolare le cose cominciano a cambiare: materie, insegnanti, voti, compiti, insomma maggiori responsabilità. Ecco che i bambini potrebbero sentire più "la paura"del confronto con i compagni e tendere a sminuirsi. Se i bambini o gli adolescenti esprimono un malessere è' importante poter garantire loro uno spazio di ascolto protetto, dove possano sentirsi liberi di essere, nelle loro difficoltà e nelle loro emozioni. Uno spazio in cui azzerare i giudizi, i confronti e le aspettative e lasciare aperto il dialogo e la comunicazione anche non verbale.
Dott.ssa Ortensia Posa Psicologa- Musicoterapeuta

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